Parte 2: Comprensione del testo COME L’IA (NON) TRASFORMA IL LAVORO Il discorso dominante sull’intelligenza artificiale (IA) parla di una tecnologia rivoluzionaria capace di trasformare radicalmente la nostra società a partire dal modo in cui produciamo valore con il nostro lavoro. L’IA promette efficienza, ottimizzazione di processi, risorse e decisioni, e una maggiore libertà rispetto alle mansioni più ripetitive. Ma al contrario di quanto si possa pensare, non è una buona notizia. Per comprendere l’impatto dell’IA sul mondo del lavoro è necessario partire dalle radici della sua logica operativa: gli algoritmi. Un algoritmo è una sequenza finita di istruzioni che permettono di risolvere un problema o svolgere un compito e che possono essere espresse in vari modi: con il linguaggio naturale, con diagrammi di flusso o con il codice informatico. Anche una ricetta di cucina o le istruzioni per assemblare un mobile sono degli algoritmi. Gli algoritmi, dunque, sono strumenti per catturare, sistematizzare e riprodurre l’intelligenza umana applicata al lavoro. Questa intelligenza del lavoro è un sapere pratico che si sviluppa nell’attività collettiva a partire dall’interazione con strumenti e tecnologie. Fin dall’epoca industriale i processi produttivi sono stati scomposti in operazioni elementari misurabili e trasferibili alle macchine sotto forma di algoritmi o, se preferiamo, istruzioni. Una logica che oggi ritroviamo nei sistemi di IA, che funzionano proprio grazie a una vasta accumulazione di conoscenza umana estratta dal lavoro, trasformata in dati e utilizzata per addestrare i modelli a riconoscere schemi e prendere decisioni. Ma il lavoro dal quale si estrae questa conoscenza non è solo quello salariato, ma anche quello informale gratuito — si pensi ai social media, dove gli utenti generano contenuti, interazioni e metadati che le aziende usano per addestrare IA sempre più sofisticate —, così come i prodotti della cultura e della creatività, e infine l’interazione diretta dell’uomo con la macchina, per esempio attraverso i chatbot e gli assistenti vocali, dove il semplice atto di comunicare con la tecnologia contribuisce a perfezionarla: tutti quanti dati gratuiti che vengono inglobati in questa dinamica estrattiva. Testo adattato da Paolo Ruta. Treccani.it [on line] (24 marzo 2025) risorsa: Mezzo con cui è possibile provvedere a un bisogno, a una necessità. Rispondete alle domande indicate qui sotto. In alcuni casi, per rispondere alle domande dovrete riprendere parole o segmenti di frasi del testo; in altri casi, invece, la risposta dovrete elaborarla voi senza ricopiare in nessun caso intere frasi del testo. Ricordate che le domande si riferiscono tutte soltanto al testo. [i: 0,5 punti per ogni risposta adeguata. Gli errori ortografici e grammaticali possono comportare una penalizzazione di fino a –0,3 punti sul voto globale di questa parte dell’esame. Le risposte non comprensibili verranno considerate non valide.]