COS’È IL DEEP WEB?
La maggioranza naviga in Internet con la consapevolezza che il proprio indirizzo IP li renda rintracciabili come persone reali dietro gli avatar. Ma cosa accadrebbe se ci fosse un modo per camuffare la propria identità? È esattamente ciò che si può fare utilizzando un router TOR, acronimo di The Onion Router (il router cipolla), tecnicamente un sistema di anonimizzazione delle comunicazioni creato dalle forze armate americane oltre dieci anni fa. Sotto l’egida della cipolla, metafora di strati nascosti, è possibile accedere alla Rete profonda o deep web, nome evocativo con cui è ormai designato l’universo sommerso di Internet, il darknet. Un mondo le cui dimensioni sono sconosciute (stime arbitrarie valutano la sua estensione come quadrupla o addirittura centupla rispetto al numero di pagine indicizzate da Google), accessibile con pochi passi alla portata di inesperti informatici, grazie anche ai numerosi tutoriali che si trovano in Internet, e raggiunto solo in Italia da 150mila utenti — triplicati dopo il caso Snowden, l’ex tecnico della CIA che ha rivelato i segreti dettagli dei programmi di sorveglianza di massa dei governi statunitense e britannico. Al suo interno si agitano le forze occulte del web: attività illecite come truffe, commercio di dati e carte di credito, violazioni di computer attraverso malware in grado di filmare video attraverso le webcam dei dispositivi. Paradiso di droga, banconote e documenti falsificati da acquistare rigorosamente in bitcoin, moneta ufficiale del darknet perché non è rintracciabile. Il portale più importante era Silk Road, con una precisa politica etica: pornografia infantile e commercio di armi erano proibiti.
Nato nel febbraio 2011 e gestito da un oscuro utente conosciuto come Dread Pirate Roberts, è stato sequestrato dall’FBI nell’ottobre 2013 in seguito all’arresto del suo presunto fondatore e capo, il trentenne americano Ross Ulbricht. Il fenomeno dei mercati neri del deep web non si è fermato, certamente; anzi sono proliferati, aggiungendo specificità o nuove funzioni di sicurezza. Alcuni di questi siti, incluso un Silk Road 2.0 risorto poche settimane dopo la chiusura del primo, sono stati sequestrati un mese fa nell’ambito della maxi-operazione internazionale Onymous, che ha portato all’arresto di 17 persone e al sequestro di un milione di dollari in bitcoin. Ma è solo una parte dei siti che continuano a nascere nel darknet. L’anonimato del deep web serve anche a giornalisti, dissidenti e attivisti per difendersi da sguardi indiscreti e tutelare la libertà di espressione, superare blocchi e censure in paesi a rischio come Cina, Egitto e Siria; è tanto usato da animare media come Forbes ad aprire spazi per ricevere comunicazioni in pieno anonimato.
Testo adattato da Nicola Boccola. Treccani.it [on line] (4 dicembre 2014)
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media: Mezzi di comunicazione di massa.