CULTURA IN 500 EURO
Una «card giovani» alla prova della sua prima applicazione. Una carta elettronica da 500 euro, a chi compie 18 anni nel 2016, da utilizzare «per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri e anche per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo». Un’iniziativa da 290 milioni di euro per promuovere cultura tra i cittadini italiani o di altri Paesi dell’Unione europea: 550 mila neodiciottenni. Con la clamorosa esclusione di 30 mila ragazzi extracomunitari, sugli stessi banchi di scuola.
«Voglio utilizzare questa carta per fare tutto ciò che non è possibile sperimentare tramite Internet: visite a scavi archeologici, spettacoli teatrali. Tra noi ragazzi ne parliamo: ci piacerebbe fare qualche esperienza tutti insieme, per esempio una gitta in un posto bello d’Italia.» Coglie lo spirito dell’iniziativa Pietro, quarto anno del Liceo classico Tasso di Roma: uscire dalle abitudini, andare al di là delle usuali sfere di partecipazione, come un film in streaming o i rapporti sociali via smartphone. Uno sguardo opposto a quello di due italiani su dieci, che gli ultimi dati dell’Istat mostrano come insensibili a qualsiasi stimolo culturale: mai un cinema, un concerto, una visita al museo. Del resto, la familiarità con i consumi culturali è prerogativa di un quarto degli italiani soltanto. E non va meglio neppure la lettura: secondo l’ultimo rapporto Istat la fascia di età in cui si legge di più è quella tra i 15 e i 17 anni (il 53,9 per cento). Già dall’anno dopo l’indice di lettura inizia a scendere (50,3 per cento). Mentre la media di chi ha letto almeno un libro all’anno in Italia è del 42 per cento.
«Finito il ruolo della scuola, i dati discendono. Attenzione, però, a non commettere un errore: è vero che una larga parte dei giovani abbandona i luoghi tradizionali della cultura. Ma non vuol dire che non si interessino a nulla. Oggi il consumo culturale è più variegato e complesso: i ragazzi non vanno al cinema ma attraverso la Rete vedono decine di film. Inoltre, le tecnologie hanno fatto del consumatore anche un produttore di contenuti», spiega Francesco De Biase, che dirige il settore Arti contemporanee della città di Torino. «Detto ciò, un provvedimento destinato a ragazzi in formazione, rivolto a consumi tradizionali e dunque diversi da quelli abituali, è un’occasione preziosa.»
Il rischio è di sprecarla. «Le iniziative indiscriminate non funzionano. Bisogna investire sugli spazi, invece che sui consumi», interviene lo scrittore Christian Raimo, che insegna in un liceo della Capitale: «Questi sono soldi buttati, mentre le biblioteche progressivamente si spengono e ci sono posti in Italia dove non esiste una sola libreria. Se dài dei soldi a una famiglia povera culturalmente, non è detto che saprà come utilizzarli: questo provvedimento non favorisce l’uguaglianza. Come consiglierò ai miei studenti di utilizzare i soldi? Mettendoli tutti insieme. Venti alunni per classe significano 10 mila euro, una somma più che sufficiente per dare vita, collettivamente, a una microproduzione: un disco, uno spettacolo.»
Testo adattato da Sabina Minardi. L’Espresso (4 febbraio 2016)
neodiciottenne: Persona che ha appena compiuto i diciotto anni.
Istat: Istituto nazionale di statistica.
provvedimento: Disposizione legale o amministrativa.