DI CHI CI RICORDEREMO TRA 1.000 ANNI?
Ai tempi di Nerone c'era un gladiatore superstar che riempiva le arene ed era venerato come un eroe: si chiamava Spiculus, un nome che oggi non dice nulla a nessuno. Se è vero che le celebrity cambiano al cambiare delle mode, chi ambisce a una imperitura fama — secoli e secoli di notorietà… — deve vedersela sia con le gelosie di chi gli sopravvive nel suo tempo, sia con la possibile estinzione della sua lingua e della sua civiltà (basti pensare agli antichi Egizi).
Ci sono però alcuni elementi che permettono di capire come si è consolidata la fama di chi era in qualche modo meritevole ed è sopravvissuto al trascorrere del tempo.
Se si vuole essere ricordati è bene pensare all'immagine che lasceremo ai posteri: oggi si chiama personal brand, nell'antica Grecia lo definivano kleos (fama). Lavorarci era (ed è) fondamentale: nell'antichità il modo più sicuro per ottenerlo era distinguersi in battaglia. Lo sapeva Giulio Cesare. Non solo si distinse in battaglia conquistando quasi tutto quello che c'era da conquistare, ma avviò una macchina di propaganda molto sofisticata, con tanto di troupe di storici che lo seguiva nelle campagne militari. E perché nulla fosse affidato alla sorte autorizzò un solo scultore a riprodurre il suo ritratto, pianificando perfino i dettagli delle sue immagini sulle monete.
Alcune professioni danno più chance di altre di passare alle storia. Ad esempio, i filosofi: in vita non sono molto popolari e di solito nemmeno ricchi. A volte non fanno una bella fine, come il greco Socrate (V secolo), condannato a morte, ma sono le loro idee a renderli «immortali». Un discorso simile si può fare per gli scienziati: Leonardo Da Vinci, Galileo e Isaac Newton si avvicinano al millennio di fama. Oggi però la scienza sembra non garantire più l'immortalità come una volta. La ragione sta nel modo in cui è cambiata la ricerca: in passato il lavoro degli scienziati era sostanzialmente individuale e quindi chi aveva un'idea geniale diventava un eroe. Oggi la ricerca è un lavoro di squadra. Ma non solo: per gli scienziati è sempre più difficile spiegare l'impatto di una scoperta o il risultato di uno studio, perché sempre di più riguardano dettagli e aspetti particolari che hanno senso solamente all'interno di questioni scientifiche più ampie. Il risultato di tutto questo è che persino geni come Stephen Hawking tra 1.000 anni potrebbero essere finiti nell'oblio.
Gli sportivi hanno buone probabilità di finire come Spiculus, dimenticati (alzi la mano chi conosce uno dei vincitori delle antiche Olimpiadi), e lo stesso potrebbe accadere a molti cantanti. Fare lo scrittore può invece rendere parecchio in termini di celebrità — Virgilio (I secolo) con la sua Eneide compie quasi 2.000 anni! Chissà se i nostri lontani discendenti ascolteranno i Beatles a bordo delle loro macchine volanti!
La buona sorte, anche da morti, aiuta: quando Tutankhamon morì di malaria a 18 anni (1323 a.C.) nessuno avrebbe mai immaginato che potesse diventare una star. E infatti per millenni nessuno ha parlato di lui. Fino a quando l'archeologo Howard Carter scoprì la sua tomba (1922) e venne fuori la leggenda della maledizione ed egli diventò la mummia più temuta e ammirata del mondo. Solo allora è diventato il simbolo dell'antico Egitto.
Un altro percorso (per certi versi sconsigliabile) è quello di cercare la notorietà con feroci crudeltà. È triste da ammettere, ma molti dei personaggi più famosi della storia sono infatti dei veri mostri (forse per questo entrano nell'immaginario collettivo). La casistica è ampia: si va dai killer sanguinari, ai fanatici, ai tiranni senza scrupoli.
A questo punto traete voi le conclusioni. Chi tra i viventi ha le carte in regola per essere traghettato nel 3018? Deve avere un'ottima reputazione o una pessima (e sanguinaria) fama. Oppure aver lasciato una traccia indelebile nella storia del pensiero, dell'arte o della letteratura… Sarebbe bello però se a superare le sfide del tempo, per una volta ci fosse anche qualche donna…
Testo adattato da Giuliana ROTONDI. Focus [on-line] (14 gennaio 2018)