GUIDA AI BUONI PROPOSITI DI INIZIO ANNO
Secondo gli psicologi la metà di noi, attorno a capodanno, scrive un elenco di ciò che cambierà nella sua vita. A giugno però 6 su 10 hanno già abbandonato, e qualcuno non ricorda neppure che cosa si era ripromesso. Tanto che il 20 % rifarà la lista identica l'anno seguente: fare più ginnastica, smettere di fumare, risparmiare, cambiare lavoro, fare più vacanze o migliorare le relazioni con gli altri…
Eppure, se affrontati nel modo giusto, i buoni propositi possono davvero aiutarci a migliorare. E l'inizio dell'anno, quando tutti si aspettano qualcosa di nuovo, è un buon momento per porsi degli obiettivi. Ma come mantenerli?
La prima regola è farsi un esame di coscienza, per capire quali sono davvero i cambiamenti che riteniamo importanti. Spesso siamo spinti a porci obiettivi che gli altri considerano rilevanti, ma che in realtà non lo sono per noi. Il secondo consiglio è essere realistici. Porsi mete impossibili è una vera e propria buccia di banana. Non si può passare in un anno dalla taglia 56 alla 42, né trovare l'anima gemella e avere quattro figli. Si rischia la «sindrome della falsa speranza»: un circolo vizioso di propositi, fallimenti e nuovi sforzi. È invece importante individuare gli obiettivi raggiungibili. Per raggiungerli, poi — ed è il terzo consiglio —, occorre essere precisi. Non basta dire «farò più sport»: bisogna vincolarsi con l'iscrizione a un corso in palestra, con giorni e orari definiti. Programmare nei dettagli le azioni da intraprendere per realizzare ciò che ci proponiamo a capodanno moltiplica per 10 le probabilità di essere ancora concentrati su quell'obiettivo sei mesi più tardi. Inoltre, se il proponimento è ambizioso, può essere utile suddividerlo in desideri più piccoli e valorizzarne il raggiungimento. In questo modo non avremo l'impressione di dover scalare una montagna.
Si suggerisce anche di porre una grande cura nell'eliminare le tentazioni. Se volete davvero dimagrire, insomma, i cibi troppo calorici non dovranno più avere diritto di cittadinanza in casa vostra. E per dire addio alla sigaretta è meglio evitare i luoghi dove si fuma. Certo, lungo il percorso qualche scivolone succederà a tutti. Anche perché le tentazioni ci saranno: resistervi non è sempre un gioco da ragazzi, né tutti ci riescono facilmente. Non sempre riusciremo a far prevalere i ragionamenti. Inevitabilmente, qualche volta, sarà la gratificazione immediata a imporsi. Per non scoraggiarsi di fronte a un fallimento bisogna apprezzare quanto di buono si è fatto fino ad allora. Mai, invece, cadere nell'errore di considerare una caduta come la prova della propria incapacità: equivale a mettere la pietra tombale sul buon proposito. In qualche caso, è persino possibile trasformare un obiettivo di lungo periodo in una ricompensa quotidiana: è il caso dell'attività fisica. Anche in piccole dosi lo sport scatena emozioni positive, che diventano un incoraggiamento a perseverare su quella strada. Inoltre, migliorando il tono dell'umore, l'attività fisica rende complessivamente più determinati.
L'importante è crederci: l'essere convinti di poter cambiare (atteggiamento che gli psicologi definiscono senso di autoefficacia) è determinante per mantenere i propositi fatti. L'ultima strategia consigliata è quella di condividere il nostro obiettivo con chi ci sta vicino. Il supporto emotivo di chi ci vuol bene aiuta la motivazione.
Testo adattato da
Margherita FRONTE. Focus [on line] (27 dicembre 2016)
scivolone: relliscada / desliz.