NELL'ISOLA SENZA MAESTRI C'È TUTTA UN'ALTRA SCUOLA
«Ciao maestra, ma oggi c'è scuola?», scrive Maddalena su WhatsApp appena alzata dal letto guardando dalla finestra il mare grosso. La maestra non verrà, sicuramente, non oggi e forse neanche domani e dopodomani. Succede spesso a Stromboli, la più lontana delle isole Eolie, sotto il vulcano, senza un porto né un attracco protetto dal vento. Se l'aliscafo non arriva, niente scuola. O almeno niente scuola tradizionale in classe. Ma di «maestri» supplenti in giro per l'isola ce ne sono tanti: c'è Zurro, il più noto ristoratore di Stromboli, ci sono Gaetano e Marione, i vecchi pescatori, c'è Maria la pasticciera, e Beatrice, la guida turistica. E anche i vulcanologi di stanza sull'isola, e quando possono anche le forze dell'ordine.
Tutti quanti abitanti di un'isola che d'inverno vede ridursi la sua popolazione a sole 350 persone, disposti a implicarsi e ad inventarsi veri e propri laboratori di didattica alternativa. E allora, quando il mare si alza e gli insegnanti restano a casa, per i 40 bambini iscritti nelle pluriclassi di Stromboli, le lezioni diventano itineranti: nelle cucine del ristorante e nel laboratorio di pasticceria, sulle barche dei pescatori e nell'osservatorio, lungo i sentieri che portano su fino alle bocche del vulcano o nella biblioteca, messa in piedi grazie alle donazioni dei turisti. Imparano altro, i ragazzini di Stromboli, non solo quello che c'è nei programmi ministeriali. Studiano le ricette della tradizione culinaria locale, le coltivazioni tipiche che nascono autonomamente sulla fertile terra nera, i segreti dell'antico mestiere della pesca, i misteri dell'astronomia in quel cielo ricco di stelle, le testimonianze del passato nelle pietre dell'antico cimitero, i sommovimenti del vulcano sotto il quale sono nati e dove vogliono rimanere.
È per questo che Carolina Barnao, palermitana d'origine e stromboliotte d'adozione, quattro figli ancora piccoli, ha fondato l'associazione «La scuola in mezzo al mare», inventandosi, insieme ad un nutrito gruppo di altri genitori, questo modello di didattica alternativa. Perché un altro modo di fare scuola, in contesti speciali, può e deve esistere, ma dovrebbe essere sostenuto e facilitato a livello ministeriale, contemplato strutturalmente in qualche modo e non affidato all'improvvisazione e alla volontarietà di chi si trova a fare da «supplente» agli insegnanti di ruolo, i quali non hanno l'obbligo di risiedere nelle località prive di comodità in cui prestano servizio.
A Stromboli dunque, la «scuola in mezzo al mare» funziona così: per chi ha bambini sotto i 14 anni la scommessa è rendere produttivi i molti, troppi giorni di stop forzato alle lezioni. Per chi, invece, ha ragazzi in età da liceo, al momento non c'è alternativa: nell'isola le scuole superiori non ci sono, bisogna iscriversi a Lipari o a Milazzo. Dunque o si rinuncia a proseguire gli studi o, a settembre, le donne con i figli affittano casa sulla terraferma e vi si trasferiscono, gli uomini restano a fare i muratori o a pescare. E l'isola si spopola sempre di più.
Testo adattato da
Alessandra Ziniti. La Repubblica [on line] (17 febbraio 2019)
aliscafo: Tipo particolare di nave usato per il trasporto di persone su distanze brevi e medie.
laboratorio: Locale per ricerche scientifiche e, anche, locale dove si svolgono attività artigianali.
pluriclasse: Classe in cui sono riuniti alunni di gruppi differenti.
scommessa: Ciò che è in gioco.