LINGUE IN PERICOLO D'ESTINZIONE
Le 100 lingue più parlate al mondo sono utilizzate da circa il 90% della popolazione mondiale. Di circa 6.500 lingue, si stima che soltanto 600 siano al sicuro, poiché le lingue del mondo stanno morendo con una velocità allarmante. Ciò lascia bene intendere che più della metà delle lingue mondiali potrebbe essere scomparsa alla fine del prossimo secolo.
Le lingue a rischio vedono il numero dei madrelingua ridursi sempre più: i popoli indigeni e le loro lingue stanno morendo perché la civiltà moderna ne distrugge gli habitat in seguito al processo di assimilazione. La morte di una lingua è il sintomo di una morte culturale: con la morte di una lingua scompare un modo di vivere. I destini delle lingue sono legati a quelli dei loro parlanti: la decadenza e la morte di una lingua si verificano come reazione alle diverse pressioni — di ordine sociale, culturale, economico, ma anche militare — esercitate su una comunità. Ogniqualvolta una lingua cessa di esercitare una particolare funzione, essa è destinata a perdere terreno a favore di un'altra lingua che prende il suo posto. La morte sopraggiunge quando una lingua ne sostituisce un'altra nella totalità della sua sfera funzionale e i genitori non la trasmettono più ai figli. Non è una storia nuova. Moltissime lingue sono morte nel corso dei secoli; si pensi al caso del latino, ma anche ad altre come l'osco, l'umbro, il dalmatico, l'etrusco...
Eppure, è possibile per un italiano immaginare la morte di una lingua?
Alcuni fra noi magari appartengono ad una minoranza linguistica, mentre altri, probabilmente la maggior parte, sono madrelingua italiani; tutti noi, comunque, indietro nel tempo, fino al momento dell'Unità, avremmo parlato delle lingue (i dialetti d'Italia) che ci avrebbero reso la comunicazione reciproca, se non impossibile, almeno poco agevole, mentre ora possiamo comunicare in maniera pressoché uniforme su tutto il territorio italiano. Non ci è dunque facile immaginare cosa possa rappresentare la morte del nostro idioma, ben saldo nel vissuto di tutti noi.
Tale morte può avvenire in due modi principali: uno è quello già rappresentato massimamente dal latino, la cui progressiva scomparsa si è accompagnata allo sbocciare di nuove lingue; l'altro modo è la morte violenta e forzata, dove la lingua viene strappata ai suoi parlanti senza lasciare alcuna radice da cui poter rinascere. In quest'ultimo caso, ciò può avvenire o per ragioni naturali (come il caso della lingua trumai, i cui parlanti, a causa di un'improvvisa epidemia, furono ridotti nel 1962 a meno di dieci), o per questioni socioeconomiche, poiché molte lingue minoritarie stanno morendo a causa della diffusione di poche lingue mondiali come l'inglese, il francese, il cinese e così via.
La morte di queste lingue non si può certamente attribuire ad un semplicistico risultato della «sopravvivenza del più adatto»: non vi è una competizione tra le lingue, si tratta invece del risultato di marcate disparità di risorse tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo. L'urgenza del progresso e la necessità di vivere in un mondo dove tutto deve essere massimamente in connessione, devono sacrificare le differenze linguistiche e, dunque, l'identità di queste periferiche ma importanti realtà?
Testo adattato da Alessio GIORDANO. Treccani.it [on line] (31 luglio 2019)
madrelingua: Chi parla la propria lingua madre.
ogniqualvolta: Tutte le volte che.
agevole: Comodo, facile.
saldo: Fermo, solido, stabile, forte.
risorsa: Mezzo o ricchezza di cui si dispone.