LA RIVOLUZIONE DELLE LINGUE MINORITARIE
L'arrivo di Internet, lo sviluppo delle nuove tecnologie e la moda dei social network sono solo alcuni dei fattori che hanno permesso alla lingua inglese di imporsi superando i limiti della lingua veicolare. L'egemonia dell'inglese in moltissimi ambiti — dall'informatica alla robotica, allo sport, alla cronaca — significa, in questo contesto, che tutte le altre lingue diventano «lingue minoritarie».
Tale egemonia è causa di un altissimo numero di prestiti linguistici nelle varie lingue. Questi possono essere di due tipi: il prestito linguistico di necessità, ovvero quel prestito che si ha per mancanza di un referente corrispondente nella propria lingua (come nel caso della parola «caffè» o «patata», alimenti che non esistevano prima della loro importazione dall'America); e il prestito linguistico di lusso, quando invece si preferisce l'uso di termini stranieri per ragioni di brevità, comodità o di maggiore utilizzo, come nel caso della parola goal che in italiano corrisponde a «rete», o ancora della parola corner («angolo»), e infine businessman (per «uomo d'affari»).
Negli ultimi anni, in alcuni Stati si assiste ad una costante ricerca del valore della lingua nazionale, perseguita favorendo l'uso di termini della lingua nazionale piuttosto che dei prestiti linguistici. Un esempio di questa politica è il caso della Francia: in particolare, la legge Toubon del 1994 tenta di stabilire la supremazia e l'importanza della lingua francese nelle pubblicazioni governative, ministeriali, commerciali e pubbliche, allo scopo di promuovere l'arricchimento della lingua francese, contrastare l'arrivo dell'inglese e difendere la cultura della Francia. Si ha così l'aumento esponenziale dei neologismi, soprattutto in ambito informatico: al termine software si sostituisce il termine francese logiciel; all'inglese computer, il francese ordinateur; numérique sostituisce digital, e così via.
Una lingua minoritaria può andare incontro a due possibili strade: l'assimilazione, quando i parlanti di una lingua fanno uso del termine della lingua straniera, adeguandosi così alla lingua egemone; la diversificazione, quando i parlanti resistono alla pressione della lingua egemone cercando di sviluppare e mantenere intatta la loro lingua nazionale.
Negli ultimi anni, i tentativi di rimediare all'egemonia delle lingue dominanti sono stati diversi e, in particolare, hanno riguardato quelle culture che sono cresciute all'ombra di grandi Stati. In questa ottica, i traduttori giocano un ruolo centrale: sono chiamati a trovare in tutte le aree un termine corrispondente che non ceda al prestito linguistico ma che stabilisca, ancor di più, la differenza. La risposta della traduzione deve essere una risposta attiva. In altre parole, essa deve presentarsi come un modo per mostrare fiducia nei confronti della propria lingua, comportandosi come se fosse una lingua di potere.
Testo adattato da Mariagrazia Coco. Treccani.it [on-line] (16 gennaio 2019)
ovvero: Cioè, ossia.
contrastare: Offrire resistenza, opporsi.
fiducia: Sentimento di sicurezza e tranquillità.