LA NOIA È SOLO MANCANZA DI ATTENZIONE
Uno dei misteri meno esplorati della psicologia umana riguarda il numero di attività quotidiane che non ci sembrano noiose. Se ci piace un pub o una passeggiata in campagna o tendiamo ad ascoltare certe canzoni venti volte di seguito, possiamo dare l'impressione di violare il principio dell'adattamento edonico, secondo il quale quando un piacere ci diventa familiare non ci dà più gioia.
In fin dei conti, l'evoluzione ci ha plasmati in modo tale da farci restare affascinati dalle novità — nella savana preistorica, le cose nuove erano più pericolose ma offrivano anche più opportunità delle vecchie — e l'economia moderna sfrutta incessantemente questo principio.
Le persone che preferiscono ripetere sempre le stesse esperienze rischiano di essere disprezzate. Forse è comprensibile se, in vista delle ultime notizie, leggo o rileggo vecchi romanzi invece della cronaca sull'attualità o i romanzi all'ultima moda, ma probabilmente non mi darete la vostra approvazione. In fondo, sembra una fuga dalla realtà.
Perciò sono stato contento di imbattermi in un nuovo studio di Ed O'Brien, dell'università di Chicago, che potrebbe stimolare un ripensamento su questo tema. O'Brien ha portato i soggetti del suo esperimento a vedere film, musei, videogame, e poi ha chiesto ad alcuni di loro di rivedere direttamente gli stessi film, musei, ecc., e agli altri se potevano dirgli subito quanto gli sarebbe piaciuto di rivederli in un futuro.
Per farla breve: alle persone piace ripetere le stesse esperienze più di quanto immaginano. E non perché usano quella ripetizione per entrare in una confortevole estasi, ma perché vi scoprono nuovi dettagli che la prima volta gli erano sfuggiti. Per citare O'Brien: «Vedere una cosa una volta può provocare in noi l'errata impressione di averla ormai “vista”, mentre in realtà ci sono sfumature che ci sono passate inosservate e delle quali potremmo ancora godere». Quindi, non è tanto questione di amare quello che ci è familiare, quanto di scoprire che dopotutto non ci era così familiare.
Questo non dovrebbe sorprenderci se pensiamo allo sfasamento tra le informazioni che bombardano il nostro cervello in qualsiasi momento e la minima quantità di input che la nostra mente cosciente è in grado di elaborare. Se a questo aggiungiamo la nostra naturale tendenza a distrarci, e la probabilità che attualmente siamo più inclini che mai a essere distratti, è chiaro che nessuna esperienza sarà mai la stessa due volte. Non abbiamo problemi ad ammettere che le opere di Shakespeare richiedono più di una lettura ma, viste le nostre limitate capacità, questo vale anche, in una certa misura, per un film poliziesco o un reality show televisivo.
Se pensiamo alla vita quotidiana in questi termini, cominciamo a capire quello che intende lo scrittore Sam Harris quando dice che «la noia è solo mancanza di attenzione». C'è sempre qualcosa di più da scoprire in qualsiasi esperienza, e la noia interviene solo quando, per impazienza o distrazione, smettiamo di cercarlo.
Harris attribuisce questa scoperta alla meditazione, il che in fondo è sensato: chiunque mediti per un certo periodo di tempo arriva a scoprire l'intenso fascino che può esercitare qualcosa di apparentemente banale e ripetitivo come il respiro. E se respirare può essere interessante ogni volta che lo facciamo, non si capisce perché fare una passeggiata sulle colline non dovrebbe sembrarci il viaggio di una vita.
Testo adattato da Oliver Burkeman. Internazionale.it [on line] (28 gennaio 2020) noia / noioso: Tedio, insoddisfazione, fastidio. / Ciò che provoca il senso di noia. gioia: Allegrezza, esultanza.
sfruttare: Ottenere il maggiore vantaggio possibile di una situazione particolare. imbattersi: Trovarsi inaspettatamente davanti a qualcuno o a qualcosa. sfumatura: Dettaglio, particolare.