MEDITERRANEO, L'INVASIONE DEGLI ALIENI
Dove sono gli alieni? Viene spontaneo guardare verso il cielo e le stelle. Invece è il caso di tenere d'occhio il Mediterraneo. Perché quelli a cui ci riferiamo sono soltanto pesci strani, mica extraterrestri. Semmai li scopriamo nel luogo «sbagliato»: non dovrebbero essere nel Mare nostrum, bensì in acque tropicali.
È il caso di precisare però che il loro trasloco nel nostro mare è sbagliato soltanto dal nostro punto di vista. Per loro è giustissimo: da qualche decennio l'acqua ha sempre più una temperatura per loro ideale. Quindi, sebbene queste specie vengano definite scientificamente «aliene», loro non si sentono affatto fuori posto nella gigantesca e tiepida vasca da bagno che noi abbiamo loro preparato. Arrivano soprattutto attraverso il Canale di Suez, che connette Mediterraneo e Mar Rosso; o si fanno trasportare da mari lontanissimi nelle acque di zavorra che le navi scaricano dalle nostre parti.
Il fatto è che l'intero ecosistema sta andando in rovina, cominciando dalle specie locali superate da quelle «aliene». L'ultimo allarme è stato lanciato pochi giorni fa dall'ENEA (l'ente pubblico di ricerca nei settori dell'energia, dell'ambiente e delle nuove tecnologie): le temperature del mare nel 2022 hanno raggiunto i 30 gradi, mettendo a rischio la biodiversità, modificando gli habitat di varie specie e influendo principalmente su pesca, acquacoltura, condizioni atmosferiche ed evaporazione.
L'ENEA ha rilevato che, nell'ultimo quarto di secolo, due dei massimi responsabili del surriscaldamento globale, cioè l'anidride carbonica (CO2) e il metano (CH4), sono aumentati, rispettivamente, da 365 a 420 parti per milione (+15 %) e da 1825 a 1985 parti per miliardo (+9 %), mentre nello stesso periodo la temperatura media è salita di circa 0,5 gradi, insieme a frequenza e intensità delle ondate di calore. Questi incrementi preoccupano anche a causa della possibile riduzione della funzione di assorbimento della CO2, normalmente portata a termine da oceano e vegetazione. L'eccesso di metano — lo stesso che, ironicamente, paghiamo a caro prezzo per scaldare le nostre case — crea ulteriori preoccupazioni per il suo ruolo importantissimo nel raggiungere gli obiettivi dei protocolli internazionali sul clima, un impegno essenziale per il futuro dell'Europa e del pianeta, e in particolare del Mediterraneo, una delle aree più sensibili ai cambiamenti climatici, dove gli impatti sull'ambiente possono essere critici e che oggi, più che mai, è a rischio.
Che fare per dare una mano in questo campo come cittadini (un tipo di attività per il quale si usa il termine citizen science, «scienza dei cittadini»)? Per esempio, potremmo tenere d'occhio la diffusione di creature marine «aliene», incoraggiate dalla situazione appena descritta, individuandone le specie presenti lungo i litorali in cui viviamo o che frequentiamo da turisti, pescatori, ecc. (si valuta che siano un migliaio le specie invasive tropicali che si sono stabilite nel Mediterraneo). Basta essere pronti a fotografare (anche grazie agli onnipresenti smartphone) e a segnalare agli scienziati titolati tutti i dati (data, luogo, contesti ambientali).
Testo adattato da Marco Brando. Treccani.it [on line] (2 gennaio 2023)
mica: Affatto, per nulla, assolutamente no.
di zavorra: Insieme dei pesi solidi o liquidi che si imbarcano, in modo stabile o temporaneo, sulle navi, per assicurarne la stabilità.