LA DIPENDENZA INVISIBILE
La caffeina è una sostanza naturale che si ricava trattando le piante di caffè, cacao, tè, guaraná e mate. Dal punto di vista chimico è identica alla teina. La differenza tra i nomi è dovuta al fatto che la sostanza è stata individuata in due momenti differenti, la prima volta nell'Ottocento a partire dai chicchi di caffè, la seconda più tardi nelle foglie di tè. La caffeina si unisce ad alcuni recettori delle membrane cellulari, inducendo un incremento dei livelli di adrenalina e di noradrenalina, stimolando così il sistema nervoso simpatico e provocando un aumento del battito cardiaco e dell'afflusso di sangue ai muscoli.
Per la maggior parte delle persone (circa il 90 per cento) ingerire caffeina è assolutamente normale e lo fanno regolarmente, il che la rende la sostanza psicoattiva più usata al mondo e l'unica che diamo abitualmente ai bambini (normalmente sotto forma di bevande gassate). Pochi di noi la considerano una droga, e tanto meno considerano l'uso quotidiano che ne facciamo una dipendenza. È così onnipresente da farci dimenticare che essere sotto l'effetto della caffeina non è una condizione normale ma, in realtà, uno stato alterato che praticamente condividiamo tutti.
Il rapporto dell'umanità con la caffeina è sorprendentemente recente. Ma non è esagerato affermare che ha cambiato il mondo. Le trasformazioni causate dal caffè e dal tè sono avvenute a un livello profondo, quello della mente umana. Caffè e tè hanno introdotto una modifica della condizione mentale, liberando le persone dai ritmi naturali del corpo e del sole, rendendo possibili nuovi tipi di lavoro e, probabilmente, anche nuovi tipi di pensiero.
Testo adattato da Michael POLLAN. Internazionale.it [on line] (5 novembre 2021)
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